top of page
  • rossilorenzo

IL SONNO

Dormire è caratterizzato dalla relativa inattività muscolare, da uno stato d’incoscienza e da variazioni nel metabolismo (riduzione della frequenza respiratoria, del battito cardiaco, della temperatura, modificazioni di varie funzioni fisiologiche…).

Il sonno dura circa 8 ore e si ripete ogni giorno ed ha un’importanza fondamentale per la sopravvivenza di quasi tutte le specie animali. Pesci, rettili e anfibi hanno uno stato di “quiescenza”, in cui sono immobili e molte delle loro funzioni sono ridotte. I delfini che necessitano di essere sempre vigili e in movimento, dormono un emisfero per volta ogni 60 secondi.


Dal punto di vista fisiologico la funzione del sonno è:

  • Sicurezza: camminare al buio mette in pericolo la propria incolumità.

  • Sintesi proteica e ripristino delle sostanze consumate durante la veglia.

  • Eliminazione delle tossine (radicali liberi e stress ossidativo).

  • Riproduzione: la replicazione del DNA cellulare avviene principlmente durante il sonno

  • Riposo: si riposano i muscoli, ma anche la mente.

La mancanza di sonno porta all’insonnia fatale o encefalopatia spongiforme bovina (morbo della mucca pazza) che inibisce la capacità di addormentarsi e può essere fatale: le persone che non dormono per più di 30 giorni rischiano di morire perchè il corpo non svolge le funzioni di cui sopra.


Dal punto di vista psicologico e cognitivo: durante il sonno avviene la memorizzazione delle informazioni e l'apprendimento di tutte le abilità acquisite durante il periodo di veglia. Studi scientifici hanno dimostrato che le persone che dormono male o che saltano cicli di sonno, consolidano peggio le informazioni a lungo termine rispetto a persone che dormono bene.


LE FASI DEL SONNO

Il sonno dura circa 8 ore ogni giorno: è possibile individuare dei sottostadi, molto organizzati che si ripetono ogni 90-110 minuti e consistono nell’alternanza di:

  • sonno REM (Rapid Eye Movement): sotto le palpebre l’occhio si muove rapidamente. Le fasi REM diventano sempre più lunghe, dall’inizio alla fine della notte.

  • sonno non-REM, le cui fasi hanno stadi di sonno progressivamente più leggero (1-2), soprattutto vicino al risveglio, si alternano a fasi con sonno più profondo (3-4) tipiche dell'inizio della notte (Le prime 4 ore sono anche dette“sonno ristoratore”, in cui avvengono la maggior parte dei processi indispensabili).


SONNO REM

Caratterizzato da una paralisi del movimento ad eccezione del bulbo oculare. Ha un’intensa attività onirica (prevalentemente nell’emisfero destro). I sogni:

  • Non sono pensieri: sono quasi delle avventure o storie, hanno un alto grado di simbolismo, illogicità, incoerenza narrativa, si passa da un tempo all’altro senza nessuna connessione logica.

  • Caratterizzati da un’intensa sensazione sensoriale-propriocettiva, tanto che il sognatore crede di essere nella realtà sognata. Si sogna a colori


Nell’ultima fase REM, quella in cui siamo prossimi al risveglio, è possibile che la corteccia prefrontale, che supporta la consapevolezza di sé, sia più sveglia, mentre le altre parti del cervello, ad esempio quella che comanda i movimenti muscolari ancora dorme e questo porta alla sensazione angosciante di provare a muoversi e non riuscirsci.


La durata del sonno e anche la percentuale di tempo che si trascorre nella fase REM cambiano in base all’età:

  • i bambini piccoli dormono 15 ore al giorno (il neonato anche 20 ) di cui 50% REM. Anche l’ormone della crescita è secreto durante il sonno, per questo le persone in crescita dormono di più.

  • l’adolescente dorme 8 ore circa al giorno, di cui 20 % REM: si fanno quindi meno sogni.

  • l’anziano dorme 6 ore al giorno, di cui 15% REM, diminuendo il sonno ad onde lente gli stadi 3 e 4 che maggiormente sono associati alla eventuale compromissione delle capacità cognitive. Una riduzione del sonno a onde lente è associata alla demenza senile.

SONNO NON-REM

Si sogna anche nella fase non-REM ma è molto più raro; questi sogni sono abbastanza simili a dei pensieri (razionali, relativamente controllati dal dormiente); hanno una linea narrativa abbastanza strutturata, non ci sono salti logici e il contenuto pittorico è molto scarno: si sogna spesso in bianco e nero.


I SOGNI PIU’ FREQUENTI

È stato osservato come il contenuto dei sogni sia abbastanza universale, quindi anche tra persone di popoli diversi, emerge una certa somiglianza dei contenuti. I più comuni sono:

  1. CONFUSIONE SPAZIALE: sensazione di perdersi, di trovarsi in luoghi (naturali, urbani) sconosciuti senza trovare un posto familiare: potrebbe essere una sensazione innata (una delle motivazioni principali, nei nostri predecessori, era quella di tornare a casa)

  2. GRAVITA’: sensazioni motorie: volare, fare salti, sensazioni che derivano da attivazioni scoordinate del sistema extrapiramidale (pur essendoci paralisi motoria il sognatore può esperire delle sensazioni motorie)

  3. PARALISI: sensazioni legate alla paralisi: non riuscire a muoversi, correre, camminare, controllare i propri arti, non riuscire a chiedere aiuto, parlare, queste sensazioni motorie avvengono a causa della paralisi che si verifica nel sonno REM. Sensazioni angoscianti di essere paralizzati, in cui si è consapevoli di star dormendo ma ci si vorrebbe svegliare.

  4. TRASFORMAZIONE CORPOREA: sensazioni di perdere denti, capelli, essere qualcun altro.

  5. ANSIA: sensazioni di essere inseguiti, uccisi, aggrediti, riflettono forte ansietà, preoccupazioni.


L’ATTIVITA’ CEREBRALE DURANTE IL SONNO

L’attività cerebrale si misura con l’Elettro Encefalo Gramma (EEG), che produce un tracciato come nella figura.


Come cambia l’EEG?

  • stato vigile: ritmo beta irregolare e piccolo, alta frequenza

  • veglia rilassata: molto regolare, frequenza tra 8 e 12 Hz.

  • sonnolenza: ritmo theta, frequenza tra i 4 e gli 8 Hz, è il primo stadio del sonno (misto di coscienza e sonno)

  • sonno leggero ritmo più lento, è il secondo stadio del sonno, inizio perdita di coscienza

  • sonno profondo ritmo delta, oscillazione molto lenta, frequenza tra 0.5 e 3.5 Hz, maggior ampiezza rispetto a sonno leggero

  • coma: assenza di coscienza associata a danno neurologico; ritmo lentissimo senza un’oscillazione regolare


C’è correlazione tra EEG e stato di coscienza: tanto più l’EEG è rapido tanto più abbiamo coscienza, più è lento, meno abbiamo coscienza. Per addormentarci la frequenza dell'EEG deve abbassarsi al di sotto dei 8 Hz.

30 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page